
Guy Harloff
Un alchimista della pittura
Cenni biografici

Guy Harloff nasce a Parigi il 4 giugno 1933 da madre svizzera di origini italiane e da padre olandese di origine russa, e trascorre un’infanzia apolide viaggiando per l’Europa con i genitori.
Nell’adolescenza vive a Parigi e nel 1950 è a Roma, dove supera l’esame di ammissione al Centro Sperimentale Cinematografico.
Inizia a disegnare intorno al 1950, avvicinandosi al surrealismo ed eseguendo i primi collages che assemblano vari materiali di recupero. Entra in contatto con gli esponenti storici della beat generation e comincia a interessarsi alla musica jazz, di cui sarebbe diventato successivamente un profondo cultore (oltre che amico di musicisti del calibro di Ornette Coleman e Charles Mingus).
Tra il 1959 e il 1960 la sua produzione artistica è sostenuta in Italia da Carlo Cardazzo e da Arturo Schwarz.
Viaggia e soggiorna nel Golfo Persico, si stabilisce in Marocco, visita l’Africa e il Sudan.
Nei primi anni sessanta frequenta Milano e gli amici di Brera, Roberto Crippa e Lucio Fontana. Stabilisce un contratto con Renzo Cortina.
Nei finali anni sessanta vive tra Milano, Parigi e Londra.
Dal 1970 vive a lavora a New York. L’anima da apolide e la vastità degli interessi lo portano a studiare il mondo della musica, del cinema (collaborazioni con Vittorio De Sica e Arsenije Jovanović), della filosofia (cultore di alchimia, Tantra, Sufismo e Cabala ebraica), della letteratura e della critica d’arte (amicizia con Giovanni Arpino, Alain Jouffroy, Henry Miller, Franco Russoli, Harald Szeemann, Michel Tapié, Patrick Waldberg, ecc.), del grande collezionismo e di esponenti dell’arte internazionale (frequentazione di Peggy Guggenheim, Phillip Martin, Alberto Giacometti, Francis Bacon, ecc.).
Nel 1975 espone a “Documenta 5”, presentato da Harald Szeemann.
Nel 1974 la Permanente di Milano gli dedica una mostra antologica, alla cui inaugurazione l’amico Ornette Coleman con la sua band allestisce un concerto jazz.
Nel decennio successivo, dopo alcuni anni di viaggi negli Stati Uniti e di residenza a New York, torna in Italia, dapprima a Levanto e successivamente a Galliate, dove scompare prematuramente nel 1991 per un infarto.
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N. Colombo, S. Redaelli, Guy Harloff (1933-1991). L’olandese volante, Grafiche Antiga, Crocetta del Montello 2016

S. Redaelli, a cura di, Guy Harloff (1933-1991). Alchimie e sinestesie, Graphic&Digital Project, Milano 2019
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