RAFFAELE DE GRADA

Raffaele de Grada, San Gimignano, 1937. Collezione privata

Raffaele de Grada

Maestro del paesaggio

Raffaele de Grada

Raffaele de Grada nasce a Milano nel 1885 da Antonio, pittore e decoratore di chiese e palazzi, e da Teresa Amelotti. La sua famiglia si stabilisce dapprima in Argentina nel 1890 per far ritorno in Lombardia dopo due anni, e successivamente a Zurigo nel 1899. Giovanissimo, aiuta il padre nei lavori di decorazione; negli anni dal 1902 al 1908 frequenta le Accademie di Dresda e di Karlsruhe in Germania.
Nel 1913 esordisce con una personale a Zurigo, presso la prestigiosa Galerie Neupert, che gli sottoscrive un contratto. Viaggia di frequente in Italia, dove sposa nel 1915 la poetessa Magda Ceccarelli. L’anno successivo nasce a Zurigo il figlio Raffaellino (che si dedicherà alla critica d’arte e alla carriera politica). Si dedica alla pittura di paesaggio, per la quale cerca tuttavia nuove soluzioni legate alla natura e allo stato d’animo.
Nel 1919 decide di stabilirsi in Italia in modo definitivo. Nel 1920 è a San Gimignano, dove nasce la figlia Lidia, futura moglie del pittore Ernesto Treccani. Si trasferisce di seguito a Settignano presso Firenze. La sua prima personale italiana si tiene nel 1921 a Firenze, in Palazzo Antinori; l’attenzione della critica lo inserisce a pieno titolo nell’ambiente culturale fiorentino. Nel 1922 si trasferisce a Giramonte, nei pressi di Arcetri. Nello stesso anno è invitato alla Biennale di Venezia, alla quale parteciperà per quasi tutte le edizioni successive.
Nel 1926 è chiamato da Margherita Sarfatti a Milano e partecipa alla “Prima mostra del Novecento Italiano”. Nel 1928 tiene una sua personale alla Biennale di Venezia. Nel 1929 prende parte alla “Seconda mostra del Novecento Italiano” alla Permanente di Milano. Tra il 1929 e il 1930 si trasferisce con la famiglia a Milano. Partecipa a quasi tutte le mostre del Novecento Italiano in Italia e all’estero e a varie edizioni delle rassegne del Carnegie Institute di Pittsburgh.
Nel 1931 è chiamato ad insegnare all’ISIA di Monza, insieme con Arturo Martini e con Pio Semeghini, incarico che conserverà fino all’inizio della seconda guerra mondiale.
Continua a dedicarsi al paesaggio lombardo, toscano e versiliano, confrontandosi con la pittura di Corot e di Cézanne.
Muore a Milano nel 1957.

Raffaele de Grada, Lidia, 1928 ca. Collezione privata
Raffaele de Grada, Lidia, 1928 ca. Collezione privata
R. de Grada, Nudi nel bosco, 1930 ca. Collezione privata
Raffaele de Grada, Nudi nel bosco, 1930 ca. (particolare). Collezione privata
Raffaele de Grada, Sobborghi di Milano, 1930 ca. Collezione privata
Raffaele de Grada, Sobborghi di Milano, 1930 ca. Collezione privata

A. Paolucci, A.V. Laghi, a cura di, L'estate incantata. La Versilia nelle opere di De Grada, Funi, Messina, Maschietto Editore, Firenze 2005

A. Paolucci, A.V. Laghi, a cura di, L’estate incantata. La Versilia nelle opere di De Grada, Funi, Messina, Maschietto Editore, Firenze 2005

N. Colombo, a cura di, Raffaele de Grada, Editoriale Giorgio Mondadori, Milano 2010

N. Colombo, a cura di, Raffaele de Grada, Editoriale Giorgio Mondadori, Milano 2010

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Raffaele de Grada, San Gimignano, 1927 ca. Collezione privata
Raffaele de Grada, San Gimignano, 1927 ca. Collezione privata